Cèneda

Cèneda é un sobborgo di Vittorio Veneto (provincia di Treviso) e ne rappresenta la porzione meridionale.
Fu comune autonomo sino al 1866, poco dopo l´annessione al Regno d´italia, quando fu unita a Serravalle per formare la cittá odierna.
È di origini assai antiche: il toponimo potrebbe essere di origine celtica (si sono fatte molte ipotesi in merito, ma nessuna é sicura), mentre é certo che in etá romana qui sorgesse un vicus con delle fortificazioni legate al castrum di Serravalle con il compito di controllare gli accessi settentrionali al territorio di Oderzo.
È di origini assai antiche: il toponimo potrebbe essere di origine celtica (si sono fatte molte ipotesi in merito, ma nessuna é sicura), mentre é certo che in etá romana qui sorgesse un vicus con delle fortificazioni legate al castrum di Serravalle con il compito di controllare gli accessi settentrionali al territorio di Oderzo.
Tuttavia Ceneda non ebbe mai il carattere di vera e propria cittá.
In particolare, la sua evoluzione fu impedita dall´accrescersi della vicina Serravalle che, specie dopo la sottomissione a Venezia, assumeva invece le peculiaritá di un borgo ben sviluppato dal punto di vista urbanistico ed economico.
Il perno di Ceneda rimase sempre il castello di San Martino, sede del vescovado, ma per il resto si caratterizzava per un´economia prevalentemente agricola, con edifici sparsi o raccolti in minuscoli agglomerati.
La diocesi di Cèneda é attiva tutt´ora, ma dal 1939 é denominata Diocesi di Vittorio Veneto.
Luoghi di interesse
I monumenti degni di nota si trovano essenzialmente attorno alla piazza della Cattedrale, oggi piazza Giovanni Paolo I.
La Loggia del Cenedese é un magnifico edificio rinascimentale costruito dal Sansovino nel 1538 e oggi sede del Museo della Battaglia.
Sul muro esterno, dietro le arcate della loggia si trovano tre affreschi di Pomponio Amalteo; quello centrale, il maggiore, é in buone condizioni.
Da sottolineare pure la fontana cinquecentesca, il Palazzo del Seminario, di origine cinquecentesca ma ampliato piú volte fino a pochi decenni fa, villa Papadopoli (XIX secolo), e la biblioteca civica, attorniata da un grande parco pubblico.
La cattedrale
Il Duomo di Santa Maria Assunta e di San Tiziano Vescovo, principale edificio di culto della diocesi di Vittorio Veneto, ha origini antichissime.
Probabilmente, sul luogo esisteva una chiesetta giá prima dell´arrivo del corpo di San Tiziano di Oderzo (VII-VIII secolo), fatto che sancì il trasferimento della diocesi da Oderzo e l´erezione della cattedrale.
Distrutta dai Trevigiani nel 1199 mentre vi trafugavano le spoglie del patrono, fu ricostruita in stile romanico. L´edificio mantenne questo aspetto sino a metá Settecento, quando fu riedificata in stile neoclassico su progetto di Ottavio Scotti: sostanzialmente completata nel 1773, fu consacrata il 26 settembre 1824, ma venne definitivamente ultimata solo negli anni cinquanta del Novecento.
All'interno sono conservati preziosi dipinti che vanno dal XVI al XVII secolo (tra cui una storia di San Tiziano di Pomponio Amalteo).
Nella cripta sono conservate le spoglie di San Tiziano, patrono della città e della diocesi. L´organo fu costruito dalla ditta Ruffatti di Padova nel 1949.
Il campanile é una delle poche parti rimaste dell´antica chiesa (fu innalzato attorno al 1261): di aspetto romanico e piú volte restaurato, in origine era una torre di difesa.
Il Castello di San Martino
Céneda é dominata dal Castello di San Martino, che sorge su un rilievo subito a nord della piazza (il colle di San Paolo).
É l´antica sede dei vescovi-conti: forse di origini tardo-romane (V-VI secolo), fu restaurato dal 1420 dal vescovo Antonio Correr, ma mantiene in alcuni punti il suo aspetto di fortezza medievale.
Vi si giunge attraverso una strada panoramica che esce dalla piazza della Cattedrale e attraverso piccoli borghi caratteristici.
Da tale strada é possibile raggiungere, attraverso sentieri ben tracciati, i tempietti di S. Rocco e S. Paolo, costruiti sui ruderi delle antiche rocche di S. Elia e S. Eliseo.
La comunitá israelitica
Céneda ebbe anche una fiorente comunità ebraica e il trivio tra le attuali vie Manin, Da Ponte e Labbi ne rappresentava il ghetto.
Gli ebrei erano presenti nel borgo giá dalla fine del XIV secolo, ma nel 1597 il vescovo Mocenigo li invitó a trasferirvisi stabilmente perché aprissero un banco di pegno.
Ebbero il suo massimo splendore nel XVIII secolo e la popolazione locale era abbastanza tollerante nei loro confronti, sebbene non siano mancati alcuni episodi di tensione.
Nel corso del Novecento gran parte degli ebrei cenedesi si trasferí altrove e la comunitá finí per estinguersi dopo la seconda guerra mondiale.
L'edificio all´angolo tra via Manin e via Da Ponte ospitava la sinagoga: inaugurata nel 1710 (anche se giá nel 1646 esisteva un piccolo luogo di culto), fu chiusa nel 1910 e nel 1964 i suoi preziosi arredi sono stati trasferiti al "Museo Israel" di Gerusalemme.
A sud della cittá sorge tuttora il piccolo cimitero israelitico aperto nel 1857.